Perchè il T1

Più difficile è dire il perché di questo torneo e di cosa ci ha portato fin qua. Chi ci conosce, sa che Siamo sposati e che abbiamo due figli, Alessandro ed Alfredo.
Proprio per Alessandro e per tanti bambini come lui è nata l’idea del “T1 BJJ Cup”.
Infatti Alessandro da prima di compiere i 3 anni è affetto da Diabete di Tipo 1, ecco il perché di T1 e, per chi non conosce questo problema Vi possiamo garantire che le implicazioni di salute, sociali e psicologiche son tante e non son per niente facili da gestire.

Tutto è nato in un maledetto Dicembre del 2008 ove, dottori compresi ci si chiedeva come mai Alessandro, sempre attivo, vivace e sano come un pesce era ormai da tempo apatico e svogliato, spesso malato e con un evidente e continua perdita di peso.
Premettendo che le visite in ambulatorio ed in ospedale non son mai mancate … ma su questo non vogliamo polemizzare…fin che, un giorno, dopo aver sentito per l’ennesima volta che Alessandro stava male perché geloso a causa della nascita del fratellino Alfredo, otteniamo dalla pediatra di fare almeno delle analisi del sangue e … la telefonata ad Elena per comunicarle gli esiti delle analisi è stampata nella nostra memoria: Valori di Glicemia sanguinea da “coma” con successiva corsa all’ospedale dove già era pronto un letto e una Diabetologa attendeva il nostro piccolo Ale.

Sulla discussioni infinite fatte chiedendoci se non ci eravamo mai accorti prima di questa condizione non stiamo a raccontarvi, si son placate solo quando Elena ricordò ad una dottoressa che, giusto la settimana prima al pronto soccorso pediatrico Ale venne rimandato a casa dicendoci che era solo un po’ di stipsi… perché a Brescia c’è la cattiva abitudine di dare lo zucchero col limone ai Bambini….

Qui, è nato il tutto, Ale che comincia a farsi l’insulina, 4 volte al giorno, provarsi la glicemia prima e dopo ogni pasto facendosi il “buchino” nel dito, le visite, i controlli, il conteggio dei Carboidrati, le maestre dell’asilo dove Ale frequentava, che Dio le benedica, si son messe a disposizione per imparare a gestire il diabete. Sappiamo di altre che neanche ci provano ad aiutare i loro alunni diabetici.
Muoversi con l’ormone salvavita (Glucagone) sempre in tasca … e, scoprire che con “la Bestia”, ovvero il diabete ci si può convivere e vivere, anche benone. Ma molti non lo sanno!!!!
Sono troppo spaventati dai grandi cambiamenti che questa patologia comporta a livello di vita quotidiana e, spesso non hanno le conoscenze o la forza, perché di forza ce ne vuole tanta, per aiutare i loro bambini e se stessi nel migliore dei modi.

Per questo esistono associazioni per i bambini diabetici, ed una di queste è “SOS 70 insieme ai bambini diabetici” che aiuta i genitori e i bambini che già cominciano a gestirsi, facendo corsi per imparare le varie cose da fare per amministrare bene questa patologia ( uno dei più importanti è quello sul counting dei carboidrati), per dare assistenza psicologica a genitori e bambini e anche per organizzare momenti di svago dove ci si possa confrontare ed aiutare traendo spunto dalle esperienze degli altri.

Poi, un giorno davanti alla tv, mia moglie ed io stavamo guardando un programma medico argomento: malattie rare. Ad un certo punto vengono intervistati i genitori di una bambina affetta da Progeria. Questa mamma e questo papà ogni anno organizzano una corsa per raccogliere fondi per la ricerca e la mamma specifica : ‘Non esistono cure per la malattia di nostra figlia, quindi in qualità di genitore il mio compito è raccogliere fondi perché una soluzione si trovi.’ Elena ed io ci siamo guardati e il pensiero è nato all’unisono: così è nata la nostra “T1 BJJ Cup” … per raccogliere soldi da dare a queste associazioni e indirettamente far star meglio i NOSTRI BAMBINI DIABETICI!